Colmare le distanze grazie all’open source!

Type: News
Published: 22/05/2019
La delivery delle applicazioni sta cambiando. Pur correndo il rischio di usare parole scontate, è possibile affermare che si stia “trasformando digitalmente” e già oggi la delivery continuativa è diventata legge per i DevOps (il 71% delle aziende pianifica di implementarla1); il passaggio successivo, però, deve essere necessariamente il deployment continuativo, se le aziende vogliono veramente entrare nell’era del Capitale Applicativo. Il 73% delle organizzazioni prevede di adottare il deployment continuativo, ma quasi la metà di esse deve ancora iniziare. Di fatto, il 42% delle aziende non ha ancora automatizzato nemmeno un singolo componente nella propria pipeline di deployment2.

La distanza tra delivery e deployment appare quindi evidente: le ricerche la mostrano in modo teorico, ma nella pratica è possibile osservarla ogni volta che guardiamo il divario che separa cloud e data center e a quel muro che nelle organizzazioni porta la delivery continuativa ad arrestarsi ogni volta che incontra una qualsiasi sorta di deployment continuativo. Questa discrepanza è evidente anche nella tecnologia, dove esiste un vero e proprio gap di visibilità dovuto a una catena di delivery delle applicazioni disconnessa ed emerge, così, l’incapacità di monitorare e misurare le prestazioni delle applicazioni negli ambienti multi-cloud. Tale lacuna si evidenzia con chiarezza anche nell’incapacità di implementare e attuare in modo coerente le policy di sicurezza all’interno di tutto il portfolio delle applicazioni, che oggi migliaia di organizzazioni aziendali si trovano a gestire.
Un divario che cresce rapidamente
Sempre più spesso, inoltre, è possibile notare come l’adozione di applicazioni moderne e architetture cloud native contribuisca ad ampliare questa distanza e che anche le applicazioni che rimangono legate al data center ne subiscano ripercussioni. Sia che il tentativo di colmare il divario tra delivery e deployment si traduca in un nuovo approccio – definibile “continuous everything” – sia in nuovi servizi applicativi in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza e scalabilità in ambienti moderni e cloud-nativi, quello che è certo è che l’application delivery dovrà colmare il divario tra DevOps e NetOps se vuole ottenere la coerenza e la visibilità necessarie in un mondo multi-cloud.


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