Automazione a circuito chiuso: cosa significa per i CSP?

Type: News
Published: 16/04/2019
L'automazione nelle telecomunicazioni non è una novità: nel tempo, infatti, si è evoluta molto.
Inizialmente, si trattava di essere più efficienti nel risolvere problemi ben definiti attraverso soluzioni come Root Cause Analysis che hanno ridotto decine di migliaia di allarmi NOC a un unico "allarme padre" evidenziando il problema di fondo.
Da lì, l'automazione è passata ad affrontare problemi noti e caratterizzati da scenari più dinamici, come le così dette incognite conosciute. Con queste ultime non è possibile conoscere in anticipo l'intero spettro degli scenari e dei parametri che si possono affrontare, ma si possono comprendere le caratteristiche generali e codificarle in anticipo. L'auto-ottimizzazione delle reti mobili ne è, infatti, un validissimo esempio! Non sapendo dove o quando si verificheranno i buchi di copertura, è possibile rilevarli e, di conseguenza, inclinare le antenne circostanti per mitigare il problema.

La domanda sorge spontanea: cos'è l'automazione a circuito chiuso?
L'automazione si è evoluta e i CSP sono sempre più disposti a chiudere il ciclo e a lasciare che il software risolva automaticamente il problema rilevato, senza il bisogno dell’intervento umano: si tratta di una vera e propria Closed Loop Automation (CLA).
Le attuali implementazioni dell'automazione di rete ad anello chiuso affrontano l'ottimizzazione della larghezza di banda e gli scenari di budget includendo il rilevamento e la mitigazione del DDoS. Due terzi dei CSP preferiscono ottenere soluzioni CLA al di fuori delle loro organizzazioni e la principale barriera all'adozione è la mancanza delle competenze richieste.

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