Application services: così F5 Networks aiuta gli “app capitalist”

Type: News
Published: 03/04/2019
Nel 2019 al Forum F5 di Milano, l’azienda, specializzata in gestione dei traffici applicativi e in sicurezza IT, ha illustrato la propria visione e le ultime novità per le applicazioni cloud, multicloud, tradizionali,  basate sui micro-servizi, ovvero, i cosiddetti nuovi motori trainanti del business.

Nel corso di un incontro con la stampa, avvenuto al margine del recente F5 Forum 2019, Hitesh Patel, Director Product Marketing Automation, Orchestration & Ecosistems di F5 Networks, non ha esitato a usare la definizione di “app capitalist” per identificare le aziende che focalizzano le proprie aspettative e i propri investimenti sullo sviluppo, la distribuzione e il management di applicazioni sempre più innovative e pervasive. Maurizio Desiderio, Country Manager Italy & Malta di F5 Networks, ha ricordato quanto e dove queste app vengano impiegate, sottolineando che, oggi più che mai, si tratti del Cloud. Desiderio, ha inoltre continuato, sostenendo che il Cloud offra la possibilità di un development e deployment delle applicazioni senza limiti e in grado di eliminare i rischi di impresa legati all’acquisto di infrastrutture on-premises. Essendo le applicazioni diventate il principale motore del business, indipendentemente da dove esse si trovino, è importante non fare errori che mettano a rischio il loro funzionamento e la loro sicurezza. Non va dimenticato che la gestione delle applicazioni resta responsabilità non del CSP (Cloud Service Provider), bensì di coloro che erogano i relativi servizi.
A confermare il trend inarrestabile verso l’utilizzo del cloud e del multicloud, è stato anche Giancarlo Vercellino, Research e Consulting Manager di Idc Italy: “Fino a pochi anni fa c’era una sorta di ritrosia nei confronti del Cloud, oppure era visto solamente come un’opportunità per razionalizzare i costi IT. Oggi, essendo aumentata la conoscenza del Cloud e la disponibilità di strumenti per utilizzarlo, CIO e IT manager si muovono sempre di più verso le tecnologie Cloud per aumentare la destrezza del business. Il ricorso al cloud, in ogni caso, diventa una strada obbligatoria per coloro che intendono utilizzare SaaS (Software-as-a-Service) e PaaS (Platform-as-a-Service)”.

Facilitare il lavoro dei developer in sicurezza
Dal punto di vista di F5 Networks, la migrazione delle applicazioni e della gestione del loro ciclo di vita sul cloud implica un cambiamento di approccio sui servizi applicativi: dalla gestione del load balancing fra diverse risorse computazionali all’autenticazione degli utenti e alla sicurezza contro i Cyberattack.
 
Quali sono le principali sfide per gli “application capitalist”? Patesh ne cita in particolare un paio: “La prima è costituita dal worldwide shortage (carenza a livello mondiale) di sviluppatori software; per questa ragione, occorre fare tutto il possibile per rendere il lavoro dei software developer più efficiente che mai. La seconda, è il fatto che le applicazioni possano rappresentare fonti di rischio per l’impresa”. Inoltre, il Director Product Marketing Automation, Orchestration & Ecosistems di F5 Networks durante il proprio intervento, ha sottolineato come “Oggi l’85% delle istanze di workload nel mondo è costituito da container. Nel 2021 prevediamo che sarà il 95%. L’87% dei nostri clienti che adotta il modello multicloud utilizza anche il deployment distribuito. Quando chiediamo a questi ultimi quante siano le applicazioni che devono gestire, nessuno è in grado di dare una risposta. Questo risulta essere un problema se pensiamo che l’86% delle minacce alla cyber security mette nel mirino le applicazioni e le credenziali di accesso alle applicazioni”.
 
Servizi applicativi per tutti i tipi di ambienti
Da tempo F5 Networks ha messo nel mirino gli ambienti cloud, multi-cloud, le app tradizionali migrate in questi contesti e lo sviluppo di applicazioni cloud-native. Un impegno che si riflette nelle diverse novità illustrate al Forum F5 2019. Fra queste, al primo posto figura il rilascio di F5 BIG-IP Cloud Edition (l’ultima versione della BIG-IP Virtual Edition e della piattaforma di gestione BIG-IQ), disponibile in modalità per-app, accessibile sui cloud VMware, AWS, Azure e presto anche sulla Google Cloud Platform;e che promette tempi di esecuzione e TCO inferiori a quelli di un’appliance. Preannunciati anche F5 Cloud Services (servizi anch’essi basati su cloud pubblici e completamente gestiti da F5: i servizi partono da DNS Delivery e Global Server Load Balancing, o GSLB), più altri servizi applicativi cloud-native progettati appositamente per venire incontro alle nuove esigenze DevOps e AppDev. Ecco, quindi, F5 Silverline, una famiglia di servizi erogati dal cloud e as-a-service, concepiti per proteggere le app cloud-based o on-premises in aziende in cui non sono disponibili grandi budget per investimenti infrastrutturali. Ultimo, ma non meno importante, è Aspen Mesh, un servizio basato sulla tecnologia mesh (a maglia) Istio (nata in Google e resa open source), che mira a semplificare la messa in sicurezza di architetture a microservizi affiancandosi a tecnologie che risolvono i problemi di creazione e distribuzione di microservice quali Kubernetes.
 

 


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